Caos Calmo



In uscita l'8 febbraio il nuovo film con protagonista Nanni Moretti, questa volta in veste di solo attore, sotto la regia di Antonio Luigi Grimaldi. Un film di tutto rispetto, con un cast all'altezza delle aspettative, attori di calibro, tra i quali posso citare: Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman e Silvio Orlando.
Tratto dal romanzo di Sandro Veronesi, premio Strega del 2006, la storia, apparentemente dall'inizio banale, come uno scorcio di vita normale che vede i protagonisti spensierati al mare, afferra subito il lettore. Questo perchè quella giornata al mare si trasforma per il protagonista in un incubo ad occhi aperti.
Il tassello fuori posto di Caos calmo è una morte, quella della compagna e quasi moglie del protagonista, che a pochi giorni dal matrimonio - i due hanno già una figlia, Claudia - all'improvviso si sente male. Muore d'estate, con un vassoio di frutta fra le mani, mentre il suo futuro marito è in spiaggia con il fratello a fare un bagno, in apparenza simile a quelli fatti per un'intera vita, nel mare di sempre. Ma già qui, nella tragicità dell'attimo, un imprevisto riesce a sconvolgere all'ignaro protagonista, l'intera vita: una donna fra le onde rischia di affogare, lui si affretta a cercare di salvarla, ma la donna si aggrappa a lui quasi fino a ucciderlo, ma lui lottando disperatamente riesce a portarla a riva e a salvarla. Proprio mentre nel frattempo la moglie cade a terra morta.
L'uomo, rimasto vedovo, deve affrontare molte difficoltà, prima tra tutte quella di come dire alla piccola figlia rimastagli cosa fare, come gestire i suoi rapporti con parenti, amici e colleghi che sembrano aprirsi a lui in improvvise confessioni che forse prima - prima dell'irruzione della morte nella sua vita, irruzione paradossale per quanto riguarda il quasi annegamento, irruzione reale e assurda al tempo stesso per quanto riguarda la morte della moglie - mai gli avrebbero fatto. Inizia la sorella di Lara, la morta, di nome Marta, a confessargli l'infelicità di Lara e a imputargli molti tradimenti. Continuano dopo gli altri coprotagonisti, il fratello tra questi, a rilasciare dolore su Pietro Paladini, invaso da questo caos calmo della vita.Ma, come lui stesso dice, la mazzata di questa morte, il lutto che dovrebbe bene iniziare a farsi sentire prima di essere elaborato, non arriva. Misteriosamente. Non arriva fino a una conferenza in cui una psicologa parla di come comunicare la morte ai bambini e Pietro sviene.
E qui non vado oltre, perchè la fine arriva come deve giustamente arrivare, con naturalezza e in modo tale che lo spettatore si aspetta, o meglio, come Pietro Paladini ci porta.
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